Smart working e telelavoro 2020: istruzioni per lavoratori disabili, invalidi, legge 104

Dall’inizio dell’emergenza Covid-19 tanto si è parlato di lavoro agile o smart working come strumento per contenere il numero di contagi ed incontrare le esigenze delle aziende di garantire la continuità produttiva oltre che i bisogni dei dipendenti di custodire i figli durante il periodo di chiusura delle scuole.

Il Governo, dal canto suo, ha incentivato l’utilizzo di questa particolare forma di esecuzione del lavoro, introducendo una procedura semplificata, che prescinde da qualsiasi accordo individuale tra azienda e dipendente, lasciando come unici adempimenti la comunicazione al Ministero del lavoro circa il periodo di smart working e il dettaglio dei lavoratori interessati oltre ad un’informativa da rendere a dipendenti ed RLS (Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza) circa i rischi per la salute e la sicurezza.

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"Si tutelino i lavoratori delle categorie protette" – Ottopagine

"Abbiamo posto all’attenzione del Governo e del Ministro del lavoro, Nunzia Catalfo, la vertenza della Unilever di Caivano", così la deputata M5S Gilda Sportiello, della commissione affari sociali della camera in una dichiarazione, annunciando di avere depositato un’interrogazione parlamentare sulla vicenda.
"Abbiamo appreso, continua la parlamentare pentastellata, che la richiesta dell’Unilever di avviare la procedura di riduzione del personale, riguarda anche gli addetti alla portineria dello stabilimento e coinvolge lavoratoti delle categorie protette. Si tratta, infatti, di persone con delle disabilità e tra di loro sono presenti un lavoratore ipovedente e un lavoratore gravemente infortunato sul lavoro.
Nel corso degli anni l’Unilever ha sviluppato joint venture con aziende quali Nestlé, Findus; a metà anni 60 ha rilevato l’Algida che diventerà un marchio leader nella produzione di gelati; lo stabilimento di Unilever Caivano è passato da quasi 1.200 occupati a tempo indeterminato (1.000 full time, circa 180 part time) a 700 oggi, di cui 230 part time e 470 full time, pur avendo avuto negli ultimi anni diverse decine di milioni di euro di finanziamento pubblico.
I licenziamenti e le esternalizzazioni annunciati dalla Unilever a gennaio 2020 andrebbero a gravare sulla Campania, una regione che già sta soffrendo per altre crisi aziendali; questa continua emorragia occupazionale non ha mai fine, nonostante i finanziamenti ricevuti da Invitalia e non solo.
In questo quadro a tinte fosche per l’occupazione della mia regione ho chiesto alla Ministra Nunzia Catalfo, di verificare che siano predisposte   tutte le misure di tutele per garantire il futuro occupazionale dei lavoratori delle categorie protette ed esternalizzati dei servizi di portineria della Unilever, come un atto di civiltà e di garanzia dei diritti dei soggetti più deboli – conclude Sportiello."

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