Collocamento mirato a Lecco: 639 persone avviate al lavoro nel 2025, ma quanto dura l’occupazione?

Il collocamento mirato nella Provincia di Lecco registra risultati positivi nel 2025. Crescono gli inserimenti lavorativi delle persone con disabilità, aumentano le convenzioni Art.14 e proseguono le iniziative dedicate all’inclusione professionale.

Secondo il Rapporto annuale 2025 del Servizio Collocamento mirato e fasce deboli della Provincia di Lecco, pubblicato a marzo 2026, le persone avviate al lavoro sono state 639, rispetto alle 599 del 2024, con un incremento del 6,68%.

Un risultato incoraggiante che apre però una domanda importante: quanti di questi inserimenti si trasformano in un’occupazione stabile e duratura?

Il report provinciale offre diversi elementi per analizzare non soltanto il numero delle assunzioni, ma anche la continuità dei rapporti di lavoro e gli strumenti utilizzati per favorire l’inclusione.

Collocamento mirato Lecco 2025: i principali risultati

I dati del rapporto evidenziano una crescita delle opportunità lavorative per le persone con disabilità.

IndicatoreRisultato
Persone avviate al lavoro nel 2025639
Persone avviate al lavoro nel 2024599
Incremento annuale+6,68%
Iscritti nelle liste a fine 20252.698
Nuove iscrizioni annuali815
Convenzioni Art.14 nel 202568
Convenzioni Art.11 nel 2025240
Nuove assunzioni tramite Art.1477
Stabilizzazioni tramite Art.1434
Contratti 2024 confermati nel 202565%
Tirocini extracurriculari attivati336

Questi numeri mostrano un sistema territoriale che utilizza diversi strumenti per accompagnare le persone con disabilità verso il lavoro.

La crescita degli avviamenti è significativa, ma non rappresenta da sola una misura completa della qualità dell’inclusione lavorativa.

Dove sono state inserite le persone con disabilità?

Il rapporto evidenzia che i 639 inserimenti lavorativi del 2025 hanno interessato differenti contesti occupazionali.

La distribuzione è la seguente:

  • 512 inserimenti presso imprese private.
  • 94 inserimenti presso cooperative sociali.
  • 33 inserimenti presso enti pubblici.

Dei 639 avviamenti, 186 hanno riguardato persone con disabilità psichica.

Il settore privato rappresenta quindi la componente principale degli inserimenti registrati nel territorio lecchese.

Questo dato evidenzia l’importanza del coinvolgimento delle aziende nei percorsi di collocamento mirato.

Convenzioni Art.14: aumento del 47,82%

Uno degli aspetti più rilevanti del rapporto riguarda le convenzioni previste dall’Art.14 del Decreto Legislativo 276/2003.

Nel 2024 erano state registrate 46 convenzioni.

Nel 2025 il numero è salito a 68, con una crescita del 47,82%.

Le convenzioni hanno contribuito a realizzare:

  • 77 nuove assunzioni.
  • 34 stabilizzazioni.
  • 111 persone complessivamente coinvolte nei risultati occupazionali indicati.

Come funzionano le convenzioni Art.14?

Le convenzioni Art.14 consentono, nell’ambito delle condizioni previste dalla normativa e dagli accordi applicabili, di favorire l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità attraverso commesse affidate a cooperative sociali di tipo B o imprese sociali.

Nel modello descritto dal rapporto, la cooperativa o l’impresa sociale è titolare del rapporto di lavoro, mentre l’azienda committente può conteggiare il lavoratore nella propria quota d’obbligo secondo le condizioni previste dalla convenzione.

Le attività affidate nel territorio comprendono, tra le altre:

  • Assemblaggio e confezionamento.
  • Lavorazioni elettroniche e meccaniche.
  • Attività agricole.
  • Supporto al settore tessile.
  • Ristorazione e mense.
  • Pulizie, sanificazione e manutenzione del verde.
  • Servizi di bike sharing.

Il rapporto segnala inoltre un valore delle commesse affidate di circa 3 milioni di euro, con un incremento di circa un milione rispetto al 2024.

Questi dati indicano un maggiore utilizzo dello strumento da parte delle aziende locali.

Resta però importante valutare anche la qualità dei percorsi lavorativi, le opportunità di crescita professionale e la stabilità delle persone inserite.

Il 65% dei contratti del 2024 è proseguito nel 2025

Il dato sulla continuità occupazionale merita particolare attenzione.

Secondo la Provincia di Lecco, il 65% dei contratti avviati nel 2024 è stato confermato nel 2025, attraverso proroghe oppure trasformazioni a tempo indeterminato.

È un indicatore importante perché permette di osservare cosa accade dopo il primo inserimento lavorativo.

Tuttavia, occorre distinguere due situazioni differenti:

Proroga del contratto: il rapporto prosegue, ma può rimanere a tempo determinato.

Trasformazione a tempo indeterminato: il rapporto assume una forma contrattuale potenzialmente più stabile.

Il report aggrega queste due situazioni nello stesso indicatore del 65%.

Di conseguenza, non è corretto affermare che il 65% dei lavoratori abbia ottenuto un contratto a tempo indeterminato.

Il dato conferma una continuità contrattuale, ma non permette di conoscere la quota esatta delle stabilizzazioni definitive.

Perché la continuità lavorativa è importante?

Per una persona con disabilità, trovare un lavoro rappresenta un passaggio fondamentale.

Ma l’inclusione lavorativa non dovrebbe esaurirsi con la firma del contratto.

Occorre considerare anche:

  • Durata effettiva del rapporto di lavoro.
  • Compatibilità delle mansioni con le esigenze individuali.
  • Accessibilità dell’ambiente lavorativo.
  • Possibilità di ottenere accomodamenti ragionevoli.
  • Opportunità di formazione e crescita.
  • Stabilità economica e professionale.

Questi aspetti non sono tutti misurati dai dati pubblicati nel rapporto, ma rappresentano dimensioni importanti per valutare l’effettiva qualità dell’inclusione.

Iscritti al collocamento mirato: 2.698 persone

Alla fine del 2025, le liste del collocamento mirato della Provincia di Lecco comprendevano 2.698 persone.

Il rapporto evidenzia inoltre che 1.933 iscritti, pari a circa il 71%, dichiaravano di essere effettivamente disponibili al lavoro.

Un altro elemento significativo riguarda l’età.

Il 67% degli iscritti ha più di 45 anni.

Questo dato richiama l’attenzione sulla necessità di sviluppare politiche di inserimento e reinserimento lavorativo capaci di rispondere anche alle esigenze delle persone adulte.

Il livello di istruzione più diffuso tra gli iscritti è quello della scuola secondaria di primo grado, mentre circa il 3,55% possiede una laurea.

Nuove iscrizioni in diminuzione: attenzione alla piattaforma SIUL68

Nel 2025 le nuove iscrizioni annuali al collocamento mirato sono state 815, rispetto alle 859 del 2024.

Il rapporto precisa che la riduzione è riconducibile anche all’introduzione della piattaforma regionale SIUL68, che ha modificato alcuni criteri relativi al mantenimento dell’iscrizione.

Questo significa che il confronto tra i due anni deve essere interpretato con cautela.

Una variazione amministrativa può infatti influenzare il numero degli iscritti senza rappresentare necessariamente una diminuzione della domanda di lavoro da parte delle persone con disabilità.

Tirocini extracurriculari: 336 percorsi nel 2025

Nel corso del 2025 sono stati attivati 336 tirocini extracurriculari, rispetto ai 382 registrati nel 2024.

Tra questi, 241 rientravano nei percorsi di Adozione Lavorativa, destinati a persone con maggiori difficoltà di inserimento.

I tirocini possono rappresentare strumenti utili per l’orientamento e l’acquisizione di competenze professionali.

Tuttavia, un tirocinio non equivale automaticamente a un’assunzione.

Per valutarne l’efficacia sarebbe utile conoscere quanti percorsi abbiano prodotto un successivo contratto di lavoro e quanti rapporti siano proseguiti nel tempo.

Politiche attive e sostegno all’inclusione

Il rapporto descrive anche numerosi interventi di accompagnamento al lavoro.

Nel 2025 sono state attivate 377 Doti a favore di utenti con disabilità, suddivise in:

  • 228 Doti Lavoro Disabilità.
  • 40 Doti per il mantenimento lavorativo di persone con disabilità psichica.
  • 109 Doti per la valutazione del potenziale.

Sono stati inoltre sviluppati progetti dedicati all’orientamento dei giovani con disabilità, alla formazione digitale e al coinvolgimento delle imprese.

Tra le iniziative figura anche l’attività del Promotore68, che offre consulenza alle aziende per favorire l’applicazione della Legge 68/99.

Nel 2025 sono state contattate circa 250 aziende, con 136 visite aziendali.

Disability Management: formazione per le aziende

Un ulteriore elemento riguarda la diffusione delle competenze in materia di inclusione.

Il rapporto segnala che 31 referenti aziendali hanno completato un percorso formativo dedicato al Disability Management, ottenendo la certificazione delle competenze.

La formazione dei responsabili aziendali può contribuire a migliorare la gestione dei processi di inserimento, l’individuazione degli accomodamenti ragionevoli e l’organizzazione degli ambienti di lavoro.

La sola partecipazione alla formazione, tuttavia, non dimostra automaticamente un miglioramento delle condizioni lavorative.

Per valutare i risultati sarebbero necessari ulteriori indicatori relativi all’esperienza dei lavoratori e alle misure concretamente adottate dalle aziende.

Cosa ci insegnano i risultati di Lecco?

Il rapporto provinciale evidenzia alcuni segnali incoraggianti:

  1. Aumentano gli inserimenti lavorativi, passati da 599 a 639.
  2. Crescono le convenzioni Art.14, con nuove assunzioni e stabilizzazioni.
  3. La continuità occupazionale viene monitorata, attraverso il dato del 65% dei contratti confermati.
  4. Proseguono le politiche attive, con interventi rivolti a persone con differenti necessità di supporto.
  5. Le aziende vengono coinvolte attraverso consulenza, formazione e strumenti di inserimento.

Questi risultati descrivono l’attività del territorio di Lecco e non possono essere automaticamente estesi a tutta l’Italia.

Inoltre, il rapporto documenta risultati amministrativi e occupazionali, ma non consente di stabilire con certezza quanto ciascuna misura abbia contribuito alla crescita complessiva degli inserimenti.

Inclusione lavorativa: non basta contare le assunzioni

L’esperienza della Provincia di Lecco suggerisce una riflessione più ampia sul collocamento mirato.

Il numero delle persone avviate al lavoro è importante, ma non è sufficiente per misurare il successo dell’inclusione lavorativa.

Un sistema realmente efficace dovrebbe osservare anche ciò che accade nei mesi e negli anni successivi all’assunzione.

Un contratto viene prorogato? Diventa a tempo indeterminato? Le mansioni sono compatibili con le esigenze della persona? L’ambiente di lavoro è accessibile? Esistono opportunità di crescita?

Sono domande fondamentali per comprendere se il collocamento mirato stia favorendo soltanto l’ingresso nel mercato del lavoro oppure anche una partecipazione professionale continuativa e soddisfacente.

I risultati del collocamento mirato a Lecco nel 2025 mostrano un aumento degli inserimenti e un maggiore utilizzo di strumenti dedicati all’inclusione delle persone con disabilità.

Le 639 persone avviate al lavoro, le 68 convenzioni Art.14 e il 65% dei contratti del 2024 proseguiti nel 2025 rappresentano indicatori significativi dell’attività svolta sul territorio.

Il passo successivo dovrebbe essere approfondire la qualità e la durata degli impieghi.

Perché l’obiettivo dell’inclusione lavorativa non è soltanto trovare un posto di lavoro, ma creare le condizioni affinché una persona possa mantenerlo e crescere professionalmente.

E tu cosa ne pensi? Il collocamento mirato dovrebbe essere valutato soprattutto in base al numero delle assunzioni oppure anche alla stabilità e alla qualità del lavoro?

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Fonte ufficiale

Provincia di Lecco – Servizio Collocamento mirato e fasce deboli

Report annuale 2025, pubblicato a marzo 2026.

Consulta il report ufficiale completo in PDF

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